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Passatempo (*)

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Sentieri
Il territorio di Viola è modellato in maniera da offrire diversi spunti per effettuare camminate escursioni ed “esplorazioni” tra la natura. Per gli appassionati delle camminate sono presenti diversi sentieri che vi condurranno alla vista di scenari mozzafiato. Vi proponiamo alcuni itinerari per conoscere il nostro territorio:

1) Partendo dalla frazione Castello e scendendo verso il fondovalle si trova il borgo Riviera dove sorge la più antica cappella dedicata a S. Bernardo, citata in uno scritto del 1633. Proseguendo la strada risale fino ai ruderi del castello ed alla torre ancora imponente sul piccolo agglomerato di case intorno alla chiesina di S. Lorenzo. Anticamente pare che la chiesa fosse collegata al castello tramite un passaggio sotterraneo. Poco più in alto si raggiunge la chiesa di S. Antonio, fondata nel 1913. Lasciata la frazione Castello la strada diventa più faticosa. Il paesaggio è però sempre più bello, si passa attraverso boschi di castagni, ampi pascoli e macchie di lamponi e mirtilli. Si raggiunge infine il colle dove si gode un panorama magnifico su tutta la valle. La zona è ricca di acqua sorgiva, fresca e leggera. Sulla sommità del colle sorge la Cappella di S. Giacomo, che risale al 1600 da poco completamente ristrutturata.

2) Un itinerario molto suggestivo è quello che porta al Santuario Madonna della Neve. Si parte da St.Gréé e con una bella passeggiata panoramica si arriva al santuario posto su di un poggio, in mezzo agli alberi. La costruzione, iniziata verso il 1650 per adempimento di un voto fatto dagli abitanti, è importante ed armoniosa. La cupola venne dipinta dal prof. Borgna. Vicino al Santuario si trova una rinomata fonte di acqua sorgiva e la zona offre riposanti passeggiate nel verde. Il 5 agosto si celebra la festa patronale.

3) Partendo dalla piazza del Municipio di Viola si può iniziare la strada in salita ed arrivare alla Cappella di S.Giovanni. La costruzione domina uno scenario magnifico. Volendo si può proseguire fino alle “4 strade” per un agevole cammino che attraversa una zona immersa nel verde dei castagneti.

4) Un ulteriore passeggiata è quella che porta alla Sfinge o Rocca dei Corvi, un torrione roccioso situato in località Crivella, alto circa 90 metri, circondato da una fitta vegetazione. Per raggiungerlo si prende una strada che partendo da S.Giorgio prosegue verso i boschi che salgono alla Crivella.

Alla cappella di San Giovanni
Dalla piazzetta del Municipio di Viola si segue per breve tratto la strada che porta a St. Gréé, quindi si devia a destra, ove una carrareccia prosegue pianeggiante in mezzo a nuove costruzioni. Lasciate le ultime case, la stradina prende a salire leggermente e s’inoltra in uno dei tanti castagneti che a Viola sono di casa. Già s’intravede in lontananza il bianco edificio della cappella, mentre alla nostra destra si apre un magnifico scenario sulla Val Mongia e particolarmente sul versante di Viola Castello. Ancora poche svolte e, dopo aver superato un canalone disseminato di speroni rocciosi, con l’immancabile fontana, eccoci ai piedi della cappella di S. Giovanni. Chi volesse proseguire verso il colle troverebbe il cammino assai agevole ed in breve potrebbe raggiungerne la sommità, in regione Pavesi, donde lo sguardo può spaziare sul Monregalese e sulle Langhe. Questa zona è ricca di giacimenti di marmo non sfruttati a causa delle difficoltà di trasporto. Oltre il colle, la mulattiera continua per Monasterolo Casotto e ciò sta a dimostrare che i valligiani si servivano, da tempo indeterminato, di questa via “direttissima” per recarsi a Mondovì.

Al santuario Madonna della neve
Dalla cappelletta che sta all’ingresso di St. Gréé, si apre una strada carrozzabile che si snoda sopra un dosso pressoché pianeggiante per un chilometro circa. Il Santuario appare quasi all’ultimo istante, in quanto riparato da un poggio erboso: alcuni alberi di alto fusto gli fanno corona. Le dimensioni dell’edificio, chiesa e locali annessi, sono notevoli e soddisfano nel loro insieme una certa armonia. Caratteristiche le due torri campanarie, rivolte a levante, che aggraziano la facciata. Il semplice pilone che si conserva nell’interno del santuario è senza età. Anticamente un ignoto pittore ritrasse le dolcissime sembianze della Madonna con il Bambino. Verso il 1650, gli abitanti di Viola, sciogliendo un voto per essere stati liberati dal flagello della peste, decisero di trasformare il pilone in cappella; quindi l’edificio fu ampliato nelle dimensioni attuali dal 1884 al 1894. La cupola venne dipinta dal prof. Giovanni Borgna, discepolo del Castaldi, mentre l’altare maggiore a forma di tempietto è opera di Manzo di Mondovì. Nel 1744 molto vicino a questa località fu scoperta una miniera di piombo che venne poi abbandonata per scarsa produttività. Nei pressi del santuario rinomata sorgente per la freschezza e salubrità; l’ambiente circostante è ricco di castagni e di funghi ed offre passeggiate riposanti a piacere. Il santuario è pure collegato con il nuovo centro di St. Gréé e quindi la via del ritorno offre un’alternativa in più. Inoltre è previsto, entro breve termine, un collegamento con Monasterolo Casotto, attraverso una zona molto panoramica e ricca di lavanda, il costone del Bric del Monte, i tornanti ricavati dalla roccia verso i Pavesi, la Remusta e giù fino alla Colla e la Soprana ed altro collegamento con Prato Rotondo, i Deversi e Garessio.

Alla ‘Sfinge’ o ‘Rocca dei corvi’
Da Viola S. Giorgio si segue per un paio di chilometri la strada che porta a St. Gréé, quindi si devia a sinistra in una carrareccia e si prosegue sino alla località Crivella (che in dialetto locale significa Falco), verso i boschi che salgono al Mindino. Dalla frazione si può scendere verso il Mongia e ci s’imbatte in un torrione roccioso alto circa 90 metri, che termina in una specie di testa, detta La Sfinge. Accanto sorge uno sperone minore, ma altrettanto imponente. I due torrioni naturali sono attorniati da una vegetazione intensa, ove predomina il faggio ed il suo fedele accompagnatore, l’agrifoglio con il suo fogliame lucido, spinescente e bene augurante. Note: Per ulteriori informazioni in merito alle modalità di accesso alla via ferrata di Rocca dei Corvi vi preghiamo di fare riferimento al Comune di Viola (tel. +39 0174 73121).

Da Viola Castello al colle San Giacomo
Poco prima di raggiungere il Capoluogo, posto a Viola S. Giorgio, a sinistra della “provinciale” si apre il bivio per Viola Castello, situata sull’opposto versante della Val Mongia. La strada scende con ampia curva a fondovalle, varca il torrente e tocca le case di Riviera, la frazione che conserva forse la più antica cappella di Viola. S. Bernardo alla Riviera è citata in una lettera del 1633 indirizzata al vescovo di Alba, in cui gli abitanti del luogo chiedono di riaprirla al culto. La strada ora riprende a salire energicamente e tosto si è alla presenza dei pittoreschi ruderi del castello. Torri mozze si stagliano contro il cielo a sfidarne gli umori; quella quadra è ancora imponente e fa buona guardia al gruppetto di case raccolto attorno a S. Lorenzo, la chiesetta degli antichi castellani, che conserva due acquasantiere del secolo XIV. Si narra di condotti sotterranei che univano l’edificio religioso all’antico maniero. Più su altro crocchio di case e la chiesa di S. Antonio fondata nel 1913. Lasciata la frazione Castello a m. 710, la carrareccia prosegue con dolce pendio verso il ponte della Riva, m. 772. Ora la stradina si restringe e l’ascesa si fa più faticosa, s’inoltra fra castagneti e raggiunge la località Monta. Poi segue un tratto pianeggiante; nei pressi della baita Moschetto acqua sorgiva e siamo a metà cammino. Il sentiero si apre ancora la via attraverso boschi di castagni quindi ne fuoriesce per incontrare ampi pascoli e macchie di mirtilli e di lamponi. La fatica dell’ascesa è compensata dal grandioso panorama che abbraccia la valle. In prossimità del colle buona fontana ed ecco la cappella di S. Giacomo, con doppio porticato, risalente al 1600. Dopo un paio d’ore di buon cammino da Viola Castello siamo a quota 1066: ottimo belvedere sulla Val Tanaro e carrareccia che scende a Pievetta in altre due ore.


(*)Testo a cura del sito, non più attivo, www.violaturismo.eu